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Il deserto come ultima grande frontiera

 Correre nel deserto rappresenta oggi l'ultima "grande frontiera" del podista e questa vera e propria avventura affrontata a costo di sacrifici in quello straordinario ambiente naturale che è il deserto ha sostituito - nei sogni del corridore - l'altrettanto difficile prova della centochilometri o delle ultramaratone in genere, ormai sentite, per così dire, alla portata di tutti. Sempre più amatori si avvicinano infatti al deserto ed alla formula della corsa-avventura partecipando alle varie manifestazioni che vengono ogni anno allestite da organizzazioni italiane o straniere, al solo scopo di potersi confrontare soprattutto con se stessi, in un ambiente incontaminato, senza velleità di classifica. 

 

Gli articoli più letti

 Alla "Ultra Mirage El Djerid 100km" con Mario Falcetti - Verso il ventesimo chilometro il paesaggio, seppur per poco, cambia drasticamente, abbandonando la pista nel deserto, per affrontare l'attraversamento di un'oasi coltivata a palme da dattero. Scorci d'ombra attenuano la violenza del sole che ormai fa sentire la sua potenza. La gara è ancora lunga.
 Il calendario delle corse nel deserto - Un ricco calendario di corse nel deserto organizzate in Italia ed all'estero con date, informazioni utili e contatti.
 Correre sulla sabbia - Contrariamente a quanto si crede, la corsa sulla sabbia non costituisce un buon metodo d'allenamento. Va sottolineato per tutti coloro che nelle ferie estive pensano che allenarsi sulla sabbia morbida, magari di prima mattina, possa essere uno stimolo rigenerante.
 Alla "Maratona delle Sabbie" con Alessandro Centrone - Ogni podista teme e rispetta il vento. Ne sappiamo qualcosa noi triestini abituati a convivere con la bora. Ma quello che ci ha accompagnato in tutti i giorni di gara non era semplice vento ma il famoso e famigerato Ghibli, che incessantemente ha tirato a sessanta chilometri all'ora alzando contro tutto e tutti un vero e proprio muro di sabbia.
 Alla 100km del Sahara con Sabine Borrè - Eccoci arrivati a Djerba, conosciuta anche come "la douce", che tuttavia non ci riserva un'accoglienza molto dolce. Infatti, avevamo appena percorso qualche chilometro, che la "dolce" ci regala una bella tempesta di sabbia. Uno spettacolo affascinante; per fortuna ci troviamo in pullman e non ancora in gara.




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